La speranza è l’ultima a morire e la prima ad aprire le porte ai progetti grandi come il “Regeneration – Pandemic Pigneto”, un’iniziativa che vedrà la luce nelle prossime settimane.
Si tratta di un progetto multilaterale che vuole riaffermare la vocazione artistica, sociale ed ambientale del Pigneto in un momento storico che vede il quartiere particolarmente provato dalle conseguenze della pandemia.
“Ci stiamo lavorando già da alcuni mesi” – Dichiara Lorenzo Panunzio, imprenditore e ideatore del progetto tanto valido quanto ambizioso. Aggiunge “in un momento storico in cui la pandemia ha gettato il mondo artistico e culturale nel silenzio più totale, abbiamo scelto l’unica via possibile: la strada della bellezza da creare e riprodurre fino a realizzare una vera e propria mostra a cielo aperto. Regeneration Pandemic Pigneto rappresenta un esempio di rinascita, non solo di un quartiere ma di un Paese, e pone la speranza affinchè tutti i paesi pongano la stessa grande attenzione allo step post pandemico della Rigenerazione Urbana non trascurando quella Sociale.
È così che l’opera d’arte diventa il punto di partenza. Per ripartire. Rialzarsi. Ricominciare. L’obiettivo è dunque riqualificare una via che diventa simbolo di rinascita ambientale, rendendola verde, pedonale e vivibile.
“Il Pigneto è da molti anni ormai crocevia di talenti, menti e intelletti dell’arte e della cultura” – sottolinea Eva Vittoria Cammerino cofondatrice di Pigneto Pop, la quale spiega: “Il nostro obiettivo è avviare una vera e propria rigenerazione urbana di un quartiere post pandemico e lo faremo attraverso l’opera d’arte che sarà anche il punto dove tutto inizierà. Verranno realizzate opere di street art permanente grazie al coinvolgimento di artisti internazionali”.
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Anche in questo anno così difficile, il pubblico di matrimonio.com con le sue recensioni ha premiato la professionalità della Maison Capitolina assegnandogli il wedding award, prestigioso riconoscimento del settore.
Abito Sartoria Carosi
Matrimonio.com celebra la 8ª edizione dei prestigiosi premi Wedding Awards, ai quali partecipano le oltre 62.000 aziende registrate sul portale. In questa edizione, in via del tutto eccezionale, si attribuisce il riconoscimento sia ai migliori professionisti del 2019, ultima stagione di matrimoni celebrati con normalità, che a quelli del 2020, anno nel quale hanno dovuto rivedere le proprie agende e supportare le coppie in condizioni straordinarie. Ciò che apporta valore ai Wedding Awards è il metodo di assegnazione, essendo l’unico riconoscimento conferito alle aziende grazie alle recensioni scritte dalle coppie di sposi che hanno usufruito dei loro servizi. Carosi moda, della categoria Sposo e accessori, ha ottenuto il Wedding Award 2021 che lo riconosce come uno dei fornitori più raccomandati dalle coppie di Matrimonio.com.
Roberto Carosi, professionista di riferimento del settore nuziale di Roma, ha ricevuto il premio Wedding Award 2021 per la categoria Sposo e accessori. Un importante riconoscimento, sia per la sua carriera che per il suo grande lavoro e che lo accredita come uno dei migliori professionisti del settore.
“Made in Italy e artigianalità, saranno questi i più importanti punti di forza del rilancio per il settore del Wedding” – queste le parole con le quali Roberto Carosi commenta, come fosse un mantra, l’assegnazione del Wedding Awards 2021, prestigioso premio con cui Matrimonio.com ha tributato il giusto riconoscimento alla Sartoria Carosi di cui è titolare, per la categoria Sposo e accessori.
“Apprezzo particolarmente – prosegue Roberto Carosi – questo premio e ringrazio i tantissimi sposi che, con le loro preziose recensioni ci hanno tributato questo riconoscimento che giunge in un momento davvero particolare in cui attendiamo un’uscita definitiva dall’emergenza sanitaria per programmare una ripartenza in sicurezza dei matrimoni. È un ulteriore segnale che riconosce il nostro lavoro e la nostra professionalità e che incoraggia tutto il settore del wedding, probabilmente il più colpito dalle conseguenze della pandemia. Matrimonio.com conosce come nessuno le peripezie degli operatori del settore che hanno operato con professionalità e dedizione a sostenere le coppie nel difficilissimo compito di comprendere come e quando avrebbero potuto gestire l’organizzazione dei loro matrimoni, disorientati da disposizioni spesso vaghe e mai definitive. Come sempre abbiamo lavorato con grande applicazione, rassicurando i nostri clienti che hanno riconosciuto il nostro impegno, premiato dalle loro recensioni”.
“Dimmi baby” è il nuovo singolo della band PagaRigo. È un brano prodotto e mixato da Santi Rigolizio e Alex Fawkes-Smith, mastering di Fabrizio Simoncioni, distribuito online sui digital store dalla strings on fire record.
PagaRigo
Il singolo Dimmi Baby parla di una donna che si trova in una situazione difficile ma che ha accanto un amico che l’aiuta e la vuole fare stare bene. Il brano è molto ritmico accompagnato dalle note di chitarra che ti entrano in testa. Dimmi baby è stata scritta da Peppe Pagano e Santi Rigolizio.
Fa parte dell’album Giramondo, disponibile su tutti i digital store come Spotify e Amazon music.
Una curiosità che ci teniamo ad evidenziare sull’album è una canzone con un assolo particolarmente lungo, un “assolo di liberazione” che si trova nella canzone “Un Bluff”.
Santi Rigolizio a tal proposito dichiara: “Ho cercato di avere un approccio meno complicato sul resto delle canzoni ma sapevo che volevo una canzone con un assolo lungo per chiudere l’album. Un Bluff è stata la canzone perfetta per fare quello che avevo in mente. Quando l’ho ascoltato dopo, con Peppe Paganoci siamo resi conto che erano 3:31 minuti di assolo”.
Peppe e Santi aggiungono “Qualcuno ci ha fatto notare che non ci sono assoli così lunghi in Italia. L’unico è Alba chiara di Vasco Rossi. Ma con Un Bluff l’abbiamo superato senza saperlo…”
PagaRigo – “Dimmi baby”
Ricordiamo anche gli altri componenti della band. I PagaRigo sono: Peppe Pagano alla voce, Santi Rigolizio alle chitarre e basso, Alex Fawkes-Smith alle tastiere e Mark Smith alla batteria.
Il brano “Dimmi Baby”, è disponibile per l’ascolto sul canale youtube del gruppo:
I PAGARIGO
I PagaRigo sono un gruppo rock italiano nato a Londra, formato da Giuseppe Pagano (detto “Peppe”) alla voce e Santi Rigolizio alla chitarra.
Giuseppe Pagano e’ un cantautore e rocker siciliano, un personaggio di grande temperamento ed energia con una voce potente. Scopre fin da bambino l’amore per la musica cantando in chiesa e si avvicina così alle produzioni dei Litfiba, di Bennato e di Ligabue.
Nel 1997 partecipa al festival dei Nebrodi a Capo d’Orlando a Messina e vince il premio come “Personaggio televisivo dell’anno”. In seguito, partecipa al tour regionale dell’Accademia della Canzone di Sanremo, e ne risulta vincitore nella città di Lipari (Isole Eolie). Dopo uno stage di formazione professionale all’Accademia della Canzone Italiana, nel 1998 prende parte alla Finale Nazionale di Sanremo e canta al festival ‘A Voice for Europe 2000’.
Nel 2002 contribuisce a fondare “I Blackoutband” aggiudicandosi nel 2004 il primo posto al concorso TOP OF THE TOP istituito da Ricordi; nel 2006 il gruppo viene selezionato dal noto festival rock italiano “Rock Targato Italia”. Nel 2009 inizia il live tour in Argentina e quando torna, nell’anno 2011, produce l’album DEMOCRAZIA con etichetta Smilax Publishing e con distribuzione firmata Global Net.
“Democrazia” è un album di denuncia sulla situazione sociale e democratica in Italia: rock ed impegno civile si miscelano in un cocktail esplosivo. Il videoclip con il brano “Credici” è trasmesso da numerosi emittenti televisive, tra cui Italia 1. Diverse sono le occasioni di collaborazione con altri artisti che si palesano sempre più frequentemente; ricordiamo ad esempio l’ospitata al FESTIVAL PUB ITALIA con Massimo Di Cataldo, Tony Esposito, Linda D, Rocco Barbaro, Paky Arcella, Dario Baldan Bembo, Alberto Bertoli.
PagaRigo
Giuseppe Pagano partecipa poi come ospite all’Expo di Milano 2015 e riceve il Premio Radiofonico con il brano “Credici” nella finalissima del concorso del Festival “Forza Canzone D’Italia Nel Mondo – Va Pensiero”.
Da quattro anni vive a Londra, dove ha conosciuto il maestro e musicista messinese Santi Rigolizio.
Santi Rigolizio e’ un chitarrista e cantautore di Messina. Comincia a studiare chitarra alla giovane eta’ di 8 anni con il maestro Fabio Inglese e fa le prime esperienze musicali in chiesa ad 11 anni suonando la chitarra per il coro Luigi Guanella. Continua a studiare chitarra con il maestro Gianfranco Cogliandro Fichera e già a 14 anni comincia a formare i primi gruppi rock.
Dopo varie esperienze nel giro messinese, divise tra gruppi originali e cover band, Santi decide di andare in Australia in cerca di qualcosa di diverso. Qui forma i “Mobstar” con il cantante Darren Grant. I due cominciano a lavorare a quello che diventera’ il primo album della band.
Dopo quasi quattro anni a Brisbane, nel 2006 Santi e Darren si spostano a Londra dove formano “Gli Eruption”; firmano un contratto con L’Escape Music e nel 2009 pubblicano l’album “All Screwed Up”.
L’album viene recepito bene dal pubblico e dalla critica ma nel gruppo le cose non funzionano. Darren torna in Australia e Santi comincia a lavorare al suo primo album strumentale.
Nel 2012, l’album strumentale “The Truth” viene pubblicato dalla Digital Nations, che fa parte della Favorade Nations, formata dal noto chitarrista internazionale Steve Vai.
Durante gli anni, Santi Rigolizio continua a lavorare nelle cover band e come insegnate di chitarra fino a fine 2015, anno in cui incontra Giuseppe Pagano. I due decidono di lavorare insieme e così nasce il gruppo rock italiano che, ispirato dal connubio dei loro cognomi, prende il seguente nome: I PagaRigo.
Articoli estratti dal suo seguitissimo blog, scorci di vita vissuta, narrazioni autobiografiche. Mariangela Celli, ci guida nel suo mondo raccontando, attraverso le pagine rosa del suo libro, aneddoti, esperienze ed emozioni di una vita vissuta a pieno, con amore, sensibilità ed intelligenza.
Alla domanda – cosa vorresti che emergesse di più dal tuo libro? Candidamente risponde – che sono una persona perbene. In effetti, centrare l’obiettivo non è un compito facile per nessun autore, men che meno per chi si cimenta nella sua opera prima. Mariangela Celli, professoressa e seguitissima lifestyle blogger, fondatrice di www.teachandchic.it, coglie perfettamente nel segno e non solo riesce a far emergere la sua ricca e poliedrica personalità ma, soprattutto, lo fa con grande eleganza, femminilità, acuta ironia ed autoironia. Una narrazione intelligente ma mai saccente, filosofica ma non retorica, scorrevole e mai scontata.
Mariangela Celli
Non è un frutto del caso, quindi, la scelta stilistica delle pagine rosa del suo libro, segno di una personalità forte e differente. Una diversità femminile che è il tratto distintivo che si percepisce in ogni riga del libro: “Noi che non siamo come le altre è il titolo di un libro di una grande scrittrice spagnola, sceneggiatrice e laureata in filosofia. […] Storie di quattro donne che Non Sono Come Le Altre. Purtroppo, sono donne “dolcemente complicate”, ma che poi, saranno donne risolute e risolte. Donne che hanno viaggiato dentro sé stesse, per poi diventare adulte, coscienti e consapevoli. […] Ovvio che consiglio di leggerlo, a tutte le donne che non si sentono come le altre. Va da sé che non essere come le altre non vuole significare che si è migliori, anzi… Ho vissuto e mi sono molto applicata negli studi, però mi sono sentita sempre un po’ spettatrice del mondo. […] Io continuo a sentirmi un po’ diversa e non è una bella sensazione. Ma continuo a mettermi in discussione ogni benedetto giorno, e penso che questo sia una cosa positiva. Le Donne troppo sicure di sé, quelle che hanno una soluzione per tutto, non mi sono mai piaciute, non fanno proprio per me. Spesso preferisco dare loro l’idea di avere ragione. Tanto a me cosa cambia? Io ho da fare, devo ancora migliorarmi”.
Una Donna differente, dunque, non migliore. Ma consapevole, capace di mettersi in discussione e di continuare a coltivare l’antica passione per lo studio, in un costante anelito all’apprendimento ed alla conoscenza del mondo, della società, dell’altro e, non ultimo, di sé stessa.
“Ammetto che ho vissuto” di Mariangela Celli
Ammetto che ho vissuto non è solo un racconto di vita, dunque. Non solo una mera narrazione di episodi che si susseguono. È un appassionato ritratto autobiografico realizzato con uno stile denso di sapienti note di femminilità, fil rouge dell’intera lettura. Un percorso che sorprende ed emoziona, inducendo nel lettore sorrisi e riflessioni al contempo, in cui emerge l’essenza più intima di una Donna che ha vissuto, amato, viaggiato e studiato molto, che ha saputo vivere le proprie esperienze con grande consapevolezza, con intensità e profondità. “Una Donna che – come indicato nella prefazione dalla scrittrice Laura Mancini – non è solo una ‘professoressa’ che ha voluto mettersi in gioco superando il divario generazionale, è una scrittrice che hatrasferitosulla carta nuovi modelli di narrazione e storytelling, legati al digitale”.
Il libro è un inno alla positività ed ai sentimenti: “sono sempre stata innamorata dell’amore” – scrive l’autrice, e l’amore è il comune denominatore di ogni parola del libro. Dai racconti della città natìa, ai profondi legami con la sorella Valdisa, con i genitori, fino ai colleghi, agli amici, all’amatissimo compagno ed i suoi adorati alunni. Ogni singolo aneddoto è il ritratto di un Donna che ha fatto tesoro di ogni esperienza, incluse quelle negative, quelle che producono “danni ecocci da rimettere insieme”.
Il lusso, i viaggi, la vita agiata non vengono mai vissuti dalla protagonista con egoismo ma, anzi con altruistica condivisione di esperienze ed insegnamenti e, soprattutto, senza ostentazione e presunzione: “più in alto vi mettete e più vi farete male quando cadrete” – scrive l’autrice, che non fa mistero di detestare ogni forma di arroganza e presunzione.
Mariangela Celli è semplicemente una persona perbene, una donna che ama amare e donare, soprattutto ai più fragili, capace di parlare lo stesso linguaggio dei suoi “ragazzi speciali” e conquistare il loro cuore.
Una Donna che oggi vive un meritato successo costruito con lo studio, l’applicazione e la disciplina: “ero una donna che aveva realizzato tutti i propri sogni e aveva costruito un bel quadretto… ma, che dire? Sono sempre rimasta me stessa: una persona per bene.”
Ph. Claudia Frijio Photographer
“Ammetto che ho vissuto” è acquistabile anche sul website di Nep Edizioni al seguente link.
“Armati di futuro” è il nuovo singolo del cantante, autore e compositore Francesco Cofone ed il brano è interamente composto da lui. L’etichetta discografica indipendente di proprietà dell’artista è la Francesco Angelo Cofone Editor mentre la distribuzione è TuneCore. Francesco,che insegna tecnica vocale e lavora come direttore artistico ed organizzatore di eventi di musica d’autore, è anche l’autore della musica e del testo.
Francesco Cofone
Il singolo “Armati di futuro” è ispirato alla Camminata degli Inessenziali organizzata dai Ristoratori Toscana, dal M.A.I. (movimento artisti italiani), dall’associazione NCC e da Assidea. Il brano si pone come un inno contro le ingiustizie sociali al tempo della pandemia e non solo.
Il brano “Armati di futuro” è disponibile per l’ascolto anche sul canale youtube dell’artista:
Francesco Cofone. Si avvicina alla musica nel 1985/86 iniziando a suonare la chitarra e a cantare nelle piazze insieme ad alcuni amici; subito dopo comincia a scrivere le sue prime canzoni e, insieme ad alcuni degli artisti di strada con cui si esibiva, decide di creare uno spazio con strumenti musicali che vengono messi a disposizione di chiunque desideri esibirsi. Così nasce la “TAVERNA ESKIMO CLUB”, associazione culturale di musica arte e spettacolo. Nascono molte collaborazioni artistiche, ed è qui che Francesco conosce alcuni dei suoi collaboratori A. Cappello, G. Del Taglia, S. Bollani e i componenti del suo gruppo denominato “ESKIMO”. Molte le esibizioni a scopi umanitari, fra le quali il Concerto contro la droga e quello contro la mafia. Numerose anche le manifestazioni canore fra le quali la Finale del Festival di Messina (Rai Tre) e STELLA NASCENTE (MOGOL). La poesia, la musica; un’idea, un progetto (2 serate su Rai Due) ed il CONCERTO ALLA PERGOLA PETER PAN IL MUSICAL. Francesco ha frequentato 2 corsi del Centro Europeo di TOSCOLANO; attualmente collabora con Mogol e con lui ha partecipato a diverse esibizioni di stampo sociale. Francesco ha suonato nei Caffè Italiani di SAN DIEGO e LOS ANGELES (CALIFORNIA), accompagnato da CARLA SHARMAN, ed ha eseguito alcuni concerti a BRETTEN (STOCCARDA). Numerose sono inoltre le partecipazioni a programmi Tv come ospite: da Manicomio (italia 7) a Debutto (toscana tv) e molte altre. È in vendita il suo cd dal titolo “QUANDO I SOGNI…” presentato ad Acri (CS) sua città natale, nel cinema teatro nuovo, allo “Space Electronic” di Firenze, all’interno della rassegna del comune di Impruneta “IL ROCK VA IN CIRCOLO” e al “PORTO DI MARE CLUB”. È fautore del progetto “PALCO D’AUTORE” che nasce con la premessa di ridare spazio e lustro alla musica d’autore nel senso genuino del termine. Il progetto si concretizza nell’ambito della FESTA DE L’ UNITA’ di Prato e di Firenze, dove dal 2001 al 2003 Francesco organizza una rassegna chiamata “PALCO D’AUTORE” che riscuote un discreto successo e vede partecipi all’iniziativa numerosi cantautori del panorama nazionale fra i quali: CLAUDIO LOLLI, PAOLO CAPODACQUA, GATTO PANCERI, MARCO FERRADINI, MIMMO LOCASCIULLI, GORAN KUZMINAC, BEPPE DATI, LUIGI GRECHI, MASSIMO BUBOLA e molti altri. Nell’ambito della rassegna organizza con successo di pubblico e di critica le serate conclusive del festival dell’unità 2001\ 2002 sul palco centrale il “MEMORIAL FABRIZIO DE ANDRE’. Di recente Francesco ha aperto il concerto di NOVI VELIA (SA) di GATTO PANCERI e lo abbiamo visto nel concerto alla memoria di ERNESTO BALDUCCI “NOTE DI NATALE” con BEPPE DATI, nel concerto alla festa dell’unità di CALDINE (FI) e nel concerto in piazza castello ISOLA DEL GIGLIO, oltre che ospite al foro boario a LUCCA nella serata dedicata al “progetto madre terra”. Tra gli eventi di rilievo da menzionare ci sono il memorial Pierangelo Bertoli tenutosi al teatro Everest al Galluzzo, la Serata-maratona per il Meyer con Enrico Rialti e i Whisky trail ed il Tributo a Gaber con il teatro-canzone di Pierluigi Colantoni. Infine, non si può non citare la serata dedicata alla Bandiera italiana dove Francesco si esibisce nel Teatro comunale di Firenze e del maggio fiorentino con il brano-inno “la nostra canzone…” di Mogol-Prudente, riarrangiata dallo stesso Cofone; il CONCERTO AL TEATRO LA PERGOLA di Firenze per l’associazione “gocce di vita” e PETER PAN – IL MUSICAL due serate che registrano un grandissimo successo dove Francesco ricopre il ruolo sia di direttore artistico che di protagonista del musical.
Federica Pento: idee, traguardi e le nuove iniziative della nota cantante di Pescara. Federica Pentoè una cantante originaria di Pescara, studia musica dall’età di 14 anni e viaggia di continuo per lavoro, servizi fotografici, interviste e partecipazioni ai principali Festival d’Italia. Il più recente è stato lo scorso autunno in Campania, quando l’abbiamo vista esibirsi al Picentia Short Film Festival. Oggi ha dichiarato per la prima volta “Un desiderio per il 2021 sarebbe insegnare ciò che nel tempo ho assorbito e imparato” Così Federica Pento, che da qualche tempo lavora come insegnante di canto, ci svela che ha nella mente di realizzare un grande obiettivo: aprire una scuola di canto tutta sua. È tenace, determinata, solare e crede fermamente che i sacrifici prima o poi vengano ripagati. La sua preparazione per anni ha avuto un’impronta classica. Attualmente sta imparando tecniche pop di alta formazione. Federica ama e predilige la musica italiana.
Federica Pento
Federica, ci sveli qualche nome famoso con cui hai collaborato sia in passato che di recente? Negli scorsi anni ho avuto l’onore di aprire vari concerti di cantanti famosi come: Marcella Bella e Tiziana Rivale e di affiancare Stefano Jurgens o anche Nunzia Schiano. Inoltre, nella scuola di alto perfezionamento che frequento ho avuto e ho modo ogni giorno di confrontarmi con artisti di alto calibro.
Federica Pento
C’è il progetto di un diario fra le cose su cui stai lavorando. È esatto? È esatto, sì. Ho in progetto di creare un mio diario musicale che deve rispecchiare quello di una qualunque ragazza comune. Deve poter raccontare della propria persona: fragilità, sogni nel cassetto, amori impossibili, sconfitte e vittorie raggiunte. La mia idea è quella di creare un diario musicale, in cui esprimere le mie emozioni più profonde e sentite, attraverso le mie parole e la mia musica da donare al pubblico. Fino ad ora, infatti, ho sempre interpretato brani di altri autori ma inizio a sentire il bisogno di dare al pubblico un altro aspetto del mio mondo e sto iniziando a scrivere le mie prossime canzoni.
Cosa ti aspetti da questo 2021? Ciò che desidero più di tutto in questo periodo è tornare alla mia routine. Ho voglia di tornare a Roma, studiare e calcare di nuovo i palchi. Nel frattempo, porto avanti le iniziative che vi ho iniziato a raccontare.
“Un mezzo per sostenere le lotte e i movimenti sociali ma anche per raccontare storie intime e personali”. Così Eleonora Privitera descrive il suo lavoro e la sua passione per la vita: il documentario. Noi di Cronache Mondane oggi abbiamo fatto due chiacchiere con lei.
Eleonora Privitera
Eleonora Privitera si trasferisce a New York per intraprendere la carriera di documentary film maker. Ventottenne originaria di Anzio, dopo una formazione accademica in Antropologia Sociale ed un Master di ricerca presso la “London School of Economics and Political Science”, si allontana dal mondo accademico perché troppo autoreferenziale e teorico e decide di iniziare a sperimentare il video come canale espressivo ed artistico. Il punto di svolta arriva a seguito del suo primo corto-documentario “An Imminent Threat” quando capisce che vuole specializzarsi nel cinema documentaristico. Quando si allontana dal mondo accademico perché troppo autoreferenziale e teorico, Eleonora inizia a sperimentare il video come canale espressivo e artistico e trova nel documentario la perfetta combinazione tra arte, ricerca e indagine sull’essere umano e impegno sociale.
Eleonora, com’è vivere nella Grande Mela? In che modo hai passato le feste a New York? All’inizio, nonostante avessi già vissuto in grandi città come Londra e Buenos Aires, è stata molto dura vivere a New York. Infatti, i primi mesi di vita sono stati molto faticosi rispetto alle altre città. E’ una città dispersiva, frenetica e competitiva e per questo mi ci sono voluti un pò di mesi prima di trovare il mio equilibrio. Oggi, però, sento di aver costruito delle basi solide per continuare ad investire qui il mio futuro e la mia carriera. Ho passato le vacanze in compagnia di pochi amici, facendo pranzi e cene, visitando musei e facendo lunghe passeggiate nei parchi e nelle strade innevate della città.
Eleonora Privitera
Cosa rappresenta per te il documentario? Per me non è soltanto un mestiere ma è anche un modo di vivere e di stare al mondo. Penso che il documentario rappresenti un canale per promuovere un cambiamento politico e sociale. Diffondere consapevolezze su questioni sociali e ambientali, con il fine di ispirare un reale cambiamento nel mondo, è ciò che ha sempre guidato le mie scelte. Infine, se adoperato un approccio etico e partecipativo a stretto contatto con le persone, è un mezzo in cui ognuno ha l’opportunità di rappresentarsi e raccontare la propria storia.
Qual’è stato il tuo primo corto-documentario? Ci parli della trama? An Imminent Threat è stato il mio primo corto documentario con cui ho avuto i primi notevoli successi. Parla dei rischi che l’apertura delle industrie petrolifere avrebbe in una delle zone più incontaminate del mondo, le isole Vesterålen, nel nord ovest della Norvegia. Il personaggio principale è Yngve, un pescatore/attivista per i diritti dell’ambiente, la cui storia si intreccia con “la minaccia imminente” delle estrazioni petrolifere.
Eleonora Privitera
Quanto tempo hai impiegato per completare “An Imminent Threat”? Con chi hai lavorato al progetto? Ho realizzato questo corto in circa 6 mesi, durante il master in Fotogiornalismo presso Officine Fotografiche di Roma; il lavoro è stato supervisionato principalmente da Emiliano Mancuso e nel montaggio da Andrea Tarquini. Sono andata due volte in Norvegia, nello specifico ad Andenes dove sono rimasta circa 6 settimane in tutto. Entrare in contatto con la comunità dei pescatori del villaggio è stato facilitato da mia sorella, che in quel periodo viveva e lavorava ad Andenes. Infine, ho avuto il sostegno di Greenpeace Italia che mi ha sostenuta nel diffondere e pubblicare il lavoro.
FESTIVAL DI NAPOLI 2020 28, 29 e 30 DICEMBRE Ore 20:30 in mondovisione diretta streaming a cura di PWR RADIO, regia di Andrea Maiello e Fabio Chiavassa, sulle pagine ufficiali Facebook del festival Festival di Napoli New Generation Festival of Naples in the world, sul canale YouTube del Festival di Napoli
e in contemporanea sulle pagine di oltre 50 Media Partners in molti paesi del mondo.
L’Ania presenta il Festival della canzone napoletana per la promozione, divulgazione e rilancio internazionale della musica partenopea e della cultura musicale italiana nel mondo. Tre serate e tre generi con criteri di affinità: 28 dicembre – Sezione New Generation Questa sezione è dedicata alle nuove generazioni, alla creatività, alla ricerca e allo stato attuale in cui versa la canzone napoletana con i suoi pro e contro. 29 dicembre – Sezione Lyric Ripresa Live da Villa Bruno, casa di Massimo Troisi, nell’ambito della rassegna del Premio Troisi. Rivolta solo a interpreti di formazione lirica che hanno l’onore di rappresentare la canzone classica, quella dei grandi autori, quella del suo maggior splendore, quella che la rese famosa nel mondo. 30 dicembre – Ospiti Provenienti da vari popoli del Mediterraneo ogni artista rappresenterà una nazione, la sua storia, la sua cultura millenaria … la sua musica. Presidente ANIA e Direttore Artistico: Massimo Abbate Direttore musicale New Generation: Lino Pariota Commissione di Giuria New Generation: Media Partners Internazionali Presidente Commissione Sezione Lyric: Dario Ascoli Membri di Giuria Sezione Lyric: Raffaella Ambrosino e Massimo Iannone Direttore musicale Sezione Lyric: Alfredo Giordano Orsini
L’ANIA – Associazione Nazionale Italiana Artisti, ideatore e produttore dell’unico e legalmente autorizzato del Festival della Canzone Napoletana chiamato più comunemente Festival di Napoli, annuncia ufficialmente che la manifestazione prevista inizialmente al teatro Mediterraneo il 10, 11 e 12 dicembre è stata rinviata al 28, 29 e 30 dello stesso mese a causa delle limitazioni in vigore dettate dal DPCM. Il divieto forzato però non ha scoraggiato gli organizzatori di ANIA che hanno voluto fortemente comunque garantire la realizzazione dell’evento. Quest’anno infatti la sesta edizione della kermesse sarà effettuata al 100% online e questa modalità sarà la prima sperimentazione di livello mondiale di un concorso canoro. L’evento si sposterà dalla sua sede prevista inizialmente, il teatro Mediterraneo, al Salotto Napoletano del Casale dell’Abate dimora di proprietà di Massimo Abbate, figlio del grande Mario, e direttore artistico della manifestazione. Situato tra il territorio orvietano e quello amerino, il Casale è ricco al suo interno di libri, enciclopedie, strumenti e oggetti di pregio appartenenti prevalentemente alla storia e alla cultura partenopea. Il Casale si trova su oltre 400 metri d’altezza s.l.m. e possiede 3 ettari di campagna pittoresca, ondulata e boscosa ed è sede del Salotto culturale della Canzone napoletana. Sarà proprio il Salotto il fil rouge di collegamento tra una esibizione e l’altra. Una sorta di talk show all’italiana condotto e diretto da Massimo Abbate, direttore artistico dell’evento, e Lino Pariota, direttore musicale. Gli amanti del festival nella prima serata potranno aspettarsi un’atmosfera musicale simile a quella dei cinque anni precedenti in riferimento alla Sezione New Generation. Gli appassionati della musica classica napoletana potranno invece assistere, anche quest’anno, alla presentazione della Sezione Lyric e riascoltare i grandi successi indimenticabili del periodo d’oro. La vera novità di quest’anno è invece tutta nella terza serata. Molti dei popoli facenti parte del bacino del Mediterraneo parteciperanno all’evento. Saranno celebrate anche le cinque precedenti edizioni: la lineup del 2020 sarà la più grande nei cinque anni di storia del festival con artisti internazionali alcuni dei quali vantano un ascolto mensile su Spotify di milioni di persone. NEW GENERATION Prima serata, 28 dicembre 2020 • I finalisti della Sezione New Generation sono: • Sool Food Vocalist – Tutto in un sogno di S. Capriglione • Emanuele Matrullo – ‘E pparole ca nun dice di G. Esposito • Luca Sorrento: Comme vulesse di L. Esposito e E. D’Alise • Enrica La Femina: ‘Na vota ancora di E. La Femina e G. Rienzo • Adelaide Cuciniello: Nonna Lì di A. Cuciniello e L. Iovine • Stephano e Il Buono: ‘A strada ‘e casa mia di S. Marcato, S. Commaruta e S. Giardino • Fatma Mema e Enea Cerashi: Passa nuttata e va’ di L. Selo e Libaba • Imma D’Inverno: Sta città di M. Guida e G. Campagnoli • Gustavo Martucci: Napule futtetenne di L. Somma e G. Martucci • Maria Ossino: Le donne non si toccano di I. Romano • Massimo Penza: ‘O tiempo di G. Donniacuo e A. Del Grosso • Special Guest (con contributi video) Marco Buracchi: Napule is in my hearth di M. Buracchi (chitarrista, compositore, insegnante di chitarra) Giusi Barone: Voglia d’alluccà di E. Nicolò e L. Pariota (Vincitrice Festival di Napoli 2015) Marianna Corrado: Addò me porta ‘o mare di C. Troiano e P. Marotta (Vincitrice Festival di Napoli 2016) Antonya Di Iorio: Core e penziero di A. Di Iorio e L. Pariota (Vincitrice Festival di Napoli 2017) Concetta De Luisa: Puortame cu’ tte di C. De Luisa e A. Buonagiunto (Vincitrice Festival di Napoli 2018) Antonio Petrosillo: Parlanno ‘e te di M. Petrosillo e A. Petrosillo (Vincitore Festival di Napoli 2019) • Conducono dal Salotto culturale del Casale dell’Abate:maestro Massimo Abbate e maestro Lino Pariota SEZIONE LYRIC Seconda serata, 29 dicembre 2020 • Rosita Rendina: Ie te vurria vasà di Russo e Di Capua (1899) • Gennaro Monè: Tu, ca nun chiagne di Bovio e De Curtis (1915) • Linda Petriccione: Voce ‘e notte di Nicolardi e De Curtis (1903) • Gianluca Pantaleone: Quanno tramonta ‘o sole di Russo e Gambardella (1911) • Mariya Movchan: ‘O sole mio di Capurro e Di Capua (1898) • Andrea Russo: ‘A vucchella di D’Annunzio e Tosti (1907) • Annarita Terrazzano: La Rosa di D’Arienzo e Mercadante (1848) • Salvatore Minopoli: Silenzio cantatore di Bovio e Lama (1922) • Marco Ferrante: ‘A canzone ‘e Napule di Bovio – De Curtis (1912) • Camilla Carol Farias: La Danza di Rossini (1830-1835) • Antonio Landolfi: Fenesta ca lucive di Genoino e Bellini (1942) • Suoneranno il pianoforte: – per la sigla di apertura il maestro Riccardo Fiorentino: E’ Napule di Mario Abbate e Massimo Abbate – per l’accompagnamento ai cantanti lirici il maestro Alfredo Giordano Orsini – per l’accompagnamento alla sigla finale il giovane pianista Riccardo Iozzia Ambrosino: E’ Napule interpretata da Massimo Abbate e Raffaella Ambrosino. • Ospiti della serata con interpretazioni live: – il maestro Riccardo Fiorentino con La Caduta di Piedigrotta (parafrasi per pianoforte solo della canzone Scetate di F. Russo e M. Costa di cui ascolteremo solo la rielaborazione musicale) – Raffaella Ambrosino con ‘O surdate nammurato di Califano e Cannio (del 1915, liberamente ispirata all’interpretazione di Anna Magnani dallo spettacolo Nannarella scritto e diretto dalla stessa Ambrosino). • Special Guest (con contributi video) – Dominika Zamara: Stizzoso mio stizzoso di Pergolesi M° Robert W. Butts – Claudio Sgura: Dicitincelle vuie di Fusco e Falvo (1930) – Olga Zhuravel Maselli: Santa Lucia di Cottrau (in ucraino) – Rodolfo Maria Gordini: Core ‘ngrato di Sisca e Cardillo (1911) – Benedetta Kim: Tu ca nun chiagne di Bovio e De Curtis (1915) • Special Guest di Arte Culinaria – Chef Claudio Menconi, Campione mondiale di arte e intaglio VOCI DEL MEDITERRANEO Terza serata, 30 dicembre 2020 L’internazionalità dell’edizione 2020 è alla base del nostro progetto ed è per questo che abbiamo deciso di fare un ennesimo sforzo produttivo: vogliamo portare il Festival di Napoli nel mondo e portare il mondo, con tutte le sue omogeneità e diversità musicali, a Napoli. E’ come se durante questo viaggio tanti pescatori, ammaliati dal suo canto, avessero seguito Partenope e le avessero reso omaggio, ciascuno per la sua terra, interpretando una canzone tipica, espressione del territorio. • Napoli: Riccardo Fiorentino – Tarantella di primavera • Albania: – Ester Jok – Indifferentemente – Luljeta Strefi – Valsi I lumturise – Luljeta Strefi – Putpuri – Kastriot Tuscia – Loti si ar • Sicilia: I Bellamorèa – Stidda Lucenti • Calabria: Parafonè – No Suli No Luna • Puglia: I Terraros – Tarantella dell’incerto • Spagna: Mercedes Gomez Gago – Noc he de Boda • Portogallo: Trio Joao Frade – Danca das Estevas • Sardegna: I Tazenda – S’istoria • Malta: Spiteri Lucas Band – L-Ewwl Tfajla li Habbejet • Marocco: Nour Eddine Fatty – UMA – Progetto “Taragnawa project” • Grecia: Prof. Iannis Tsolcas – Le Sirene, Canto XII dell’Odissea
“Abbiamo sempre nel cuore il nostro rapporto di quattro anni con il teatro Politeama e siamo per sempre grati alla famiglia Caccavale per aver dato una possibilità al festival. Guarderemo sempre indietro alla piccola sala prove di Rino Giglio, a via D. Fontana, al Vomero dove il festival ha fatto i suoi primi passi, poco distante da Antignano dove storiograficamente è nata la canzone napoletana. Non dimenticheremo i bei ricordi, in particolare il nostro rapporto di lavoro con gli artisti che di anno in anno si univano sempre più numerosi al nostro team operativo. Molti si sono fermati alla prima delusione mostrando grande fragilità, altri hanno insistito migliorandosi e vincendo, mostrando caparbietà e convinzione. Il Festival di Napoli ha dimostrato di essere una risorsa di grande valore. La crescita continua è importante per la sostenibilità di qualsiasi evento su larga scala e il Festival di Napoli ci fornisce lo spazio e la vetrina necessari per realizzare la nostra visione sulla canzone napoletana. Siamo entusiasti del fatto che grazie a questo festival tutti i paesi del mondo e i loro artisti stiano dando il benvenuto a noi e al nostro festival musicale ma soprattutto al ritorno della canzone napoletana in grande stile.” Massimo Abbate
A cura di: • Ufficio Stampa del Festival di Napoli – Dott. Carmine Bonanni 3398885356 – Dott. Marina Bertucci 3357171206 – Dott. Federica Pansadoro 3939997866 – Dott. Sara Lauricella 3381619720 • Direttori ANIA per la Comunicazione, la Gestione Eventi, lo Sviluppo e l’Ufficio Stampa Internazionale: – Dott.ssa Maria Rosa Borsetti 3246231755 – festivaldellacanzonenapoletana@gmail.com – Dott. Massimiliano Ferrara 3349144935 – sviluppointernazionalefdn@gmail.com
I Fabrique du Cinéma Awards giungono, dopo il successo dello scorso anno, alla loro sesta edizione. Il concorso internazionale promosso dalla rivista Fabrique du Cinéma, che premia le novità e le originalità in campo cinematografico con un occhio di riguardo per i giovani talenti, a causa delle restrizioni in atto dovute alla pandemia quest’anno si terrà online venerdì 18 dicembre su Facebook e Instagrama partire dalle ore 19.00. A introdurre la cerimonia “virtuale” sarà l’attore Stefano Fresi.
Dodici i premiati nelle varie categorie. Ad assegnare i riconoscimenti il Presidente di giuria, attore e regista americano Matt Dillon, che prende il testimone dopo il regista premio Oscar Paul Haggis e l’attore Willem Dafoe. Una presenza che conferma il prestigio e la vocazione internazionale della kermesse. Accanto a lui Alessandra Mastronardi, madrina di questa edizione e attrice di talento del panorama nazionale. Fanno inoltre parte della giuria due dei più importanti registi emergenti italiani, i fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo (La terra dell’abbastanza, Favolacce), la sceneggiatrice Ludovica Rampoldi (Il traditore, Il ragazzo invisibile, Gomorra), l’editor e scrittrice RAI Paola Gaglianone, il musicista e leader della storica band Marlene Kuntz Cristiano Godano, il documentarista Gianfranco Pannone (Lascia stare i santi, Sul vulcano). I Fabrique du Cinéma Awards, realizzati con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, hanno raggiunto numeri da record con oltre 4.000 iscritti da oltre 81 paesi negli ultimi tre anni. La crescita costante delle iscrizioni da tutto il mondo conferma i Fabrique du Cinéma Awards come uno dei riconoscimenti più interessanti e originali nel vasto panorama dei premi cinematografici. Tanti i talenti premiati nel corso degli anni che sono oggi figure di spicco del cinema italiano e internazionale, tra cui: Matteo Garrone, Miriam Leone, Alessandro Borghi, Matilda De Angelis, Valentina Bellè, Simone Liberati, Sara Serraiocco, Marco Danieli, i fratelli D’Innocenzo, Gianni Zanasi, i registi internazionali Jarek Marszewski, Miranda De Pencier e molti altri. Per l’occasione verrà presentato anche il nuovo numero della rivista, il 30esimo di Fabrique. Testimonial d’eccezione di Fabrique n. 30 e madrina dei Fabrique Awards è Alessandra Mastronardi, giovane ma già apprezzatissima star di film e serie con una solida carriera all’estero sotto l’egida di nomi come Woody Allen e Anton Corbijn. Nel numero 30 scopriamo inoltre il talento di Nicolangelo Gelormini e Alessandro Tonda, autori di due opere prime (Fortuna e The Shift) accomunate dall’audacia che caratterizza gli esordi inconsueti, dei giovani e promettenti Futures Simone Bozzelli, Mino Capuano e Carlo Ballauri, del documentarista Michele Pennetta, della fumettista Eleonora Antonioni e del regista teatrale Giovanni Ortoleva. Emma Dante ci racconta genesi e sviluppo della sua seconda opera cinematografica Le sorelle Macaluso e Alessandro Saba, Director Original Production di Disney+, anticipa a Fabrique scenari interessanti anche per gli autori e i produttori italiani. Infine, i giovani talenti della recitazione su cui Fabrique 30 accende i riflettori sono Fotinì Peluso, Alberto Malanchino e Juju Di Domenico, nomi che il pubblico italiano ha già imparato a conoscere e amare in film e serie come La compagnia del cigno, Doc – Nelle tue mani, Curon.
I FINALISTI DEI FABRIQUE DU CINÉMA AWARDS 2020 Miglior film internazionale (Best International Feature Film) L’AUTRE di Charlotte Dauphin (Francia) VICTIM OF LOVE di Jesper Isaksen (Danimarca) LALLA AICHA di Mohamed El Badaoui (Marocco) VULTURES di Claudio Borrelli (Brasile) Miglior opera italiana innovativa e sperimentale (Best Italian Innovative and Experimental Feature Film) THE BOOK OF VISION di Carlo Hintermann I PREDATORI di Pietro Castellitto LE EUMENIDI di Gipo Fasano FORTUNA di Nicolangelo Gelormini Miglior opera prima italiana (Best Italian Debut Feature Film) IL REGNO di Francesco Fanuele NON ODIARE di Mauro Mancini COBRA NON È di Mauro Russo THE SHIFT di Alessandro Tonda Miglior attrice (Best Italian Actress) LUDOVICA FRANCESCONI per il film SUL PIÙ BELLO FOTINÌ PELUSO per il film COSA SARÀ ELEONORA DE LUCA per il film LE SORELLE MACALUSO NORA STASSI per il film L’AGNELLO Miglior attore (Best Italian Actor) LUKA ZUNIC per il film NON ODIARE LORENZO ZURZOLO per il film SOTTO IL SOLE DI RICCIONE FRANCESCO CENTORAME per il film GLI ANNI PIÙ BELLI GIANLUCA DI GENNARO per il film COBRA NON È Miglior Colonna sonora (Best Italian Soundtrack) Golden Rain per il film FORTUNA Lorenzo Tomio per il film PUNTA SACRA Marco Cascone per il film SUL PIÙ BELLO Ratchev & Carratello per il film PADRENOSTRO Miglior Serie TV (Best TV Series) ROMULUS di Matteo Rovere DIAVOLI di Nick Hurran, Jan Michelini ZeroZeroZero di Stefano Sollima L’ALLIGATORE di Daniele Vicari, Emanuele Scaringi Miglior Documentario internazionale (Best International Documentary) PUNTA SACRA di Francesca Mazzoleni (Italia) ALEXANDRE THE FOOL di Pedro Pires (Canada) ANBESSA di Mo Scarpelli (Ethiopia, USA) QUANDO NON PUOI TORNARE INDIETRO di Leonardo Cinieri Lombroso (Italia) Miglior Cortometraggio Italiano (Best Italian Short Film) INVERNO di Giulio Mastromauro ONOLULO di Iacopo Zanon U SCANTU di Daniele Suraci L’ORO DI FAMIGLIA di Emanuele Pisano Miglior Cortometraggio Internazionale (Best International Short Film) MARADONA’S LEGS di Firas Khoury (Germania) AYAAN di Alies Sluiter (Australia) DOGWATCH di Albin Wildner (Austria) BATYR di Yelena Lissassina (Kazakistan) Miglior Sceneggiatura di cortometraggio internazionale (Best Short Film Screenplay) ROMA BRUCIA di Lorenzo Ferrò (Italia) A VICTORIOUS SYRIAN di Mirza Ekinovic (Danimarca) ZOOTROPIO di Francesco Giardiello (Italia) LE VITE SOSPESE di Adriano Ricci (Italia) Miglior Concept di Serie TV (Best TV Series Concept) GLI AMICI DEL BAR IGEA di Martina Biscarini (Italia) CONDOMINIO 80 di Matteo Pianezzi (Italia) RIVELAZIONI di Vincenzo Pandolfi (Italia) HABITAT di Crea Renata, Buttiglione Mauro, Cancellara Simona (Italia) Fabrique du Cinéma è una freepress di 76 pagine a colori, con uscita trimestrale e distribuzione in 10.000 copie a Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze. Mission della pubblicazione è l’analisi dell’industria cinematografica italiana, con un occhio di riguardo per il giovane cinema. Supportata da una versione online (www.fabriqueducinema.com) e dai social, Fabrique du Cinéma è ormai da otto anni un punto di riferimento per studenti e addetti ai lavori, ma anche per un pubblico trasversale attento e affascinato dal mondo dello spettacolo. Il premio al nuovo cinema italiano Venerdì 18 dicembre a partire dalle ore 11.00 sulle pagine Instagram e Facebook di Fabrique du Cinéma www.fabriqueawards.com Ufficio stampa Fabrique Du Cinéma Awards Roberta Nardi, dott.ssarobertanardi@gmail.com http://www.fabriqueawards.com | http://www.fabriqueducinema.com | info@fabriqueducinema.it
Si inaugura Sabato 12 dicembre 2020 alle ore 17.30 un nuovo appuntamento, il XXV, di OpenARTmarket, progetto a cura di Antonietta Campilongo, fino al 19 dicembre, presso la Galleria Mo.C.A. – Piazza degli Zingari, 1 – 00184 Roma Openartmarket.
OpenArt
Un’ esposizione-mercato in cui l’opera e l’artista, rispettivamente prodotto e produttore d’arte, escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite, per diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi accessibile a tutti. Artisti in mostra: Rossana Bartolozzi, Antonietta Campilongo, Antonella Catini, Federica Cecchi, Alexander Luigi Di Meglio, Valentina Lo Faro, Sebastiano Longo, Stefano Monti, Lucia Nicolai, Leonardo Pappone, Loredana Salzano, Stefania Scala, Nicoletta Vicenzi, Za (Mirko Zanaga).
Dare all’arte la capacità di aprire nuovi spazi di dialogo e far sì che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per pochi, con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione: è questa è la mission di OpenARTmarket. Di fronte alla prospettiva di cambiamenti in cui si intrecciano nuove forme di committenza e un collezionismo in grado di esercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventa ancora più importante e più stimolante per gli artisti riuscire a raggiungere nuovi spettatori. Sabato 12 dicembre, sarà presente, presso la galleria, l’Associazione Antares Senologia.info. Il programma prevede, oltre all’incontro con le associate, la presentazione della mostra di Federica Cecchi. L’artista ha realizzato una serie di opere, un percorso espositivo artistico – emozionale. Una preziosa opportunità per tutti noi, che ci occupiamo di arte contemporanea, di poter ammirare chi fornisce gli strumenti, anche attraverso l’arte, per sensibilizzare e condurre verso la consapevolezza di quanto sia necessaria la prevenzione del tumore al seno e di quanto sia fondamentale per le donne già operate, il sostegno, psicologico, estetico, arte terapeutico, concepito come processo educativo della Comunità.
L’Associazione Antares nasce 15 anni fa dalla necessità di raccogliere in un gruppo coeso e solidale le donne seguite, in un percorso di prevenzione senologica, presso il Centro di Senologia dell’Ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma. Attualmente è iscritta all’Albo delle Associazioni di Volontariato della Regione Lazio e fa parte attiva del cosiddetto “Terzo Settore”. L’associazione si è prefissa, fin dall’inizio della sua istituzione, tre fondamentali obiettivi: formazione (volontari), informazione (notiziario, convegni, relazioni, ecc.) ed aggregazione delle associate. Nel corso degli anni questi obiettivi sono stati perseguiti con sempre maggiore impegno anche presso Istituzioni pubbliche (Ministeri, Centri di ricerca, Link con altre Associazioni di volontariato, Università ed Ospedali) ottenendo sempre più numerose adesioni.
Sede operativa:
Breast Center Villa Tibera Hospital – Via E.Praga, 26
Roma Sede Legale: Via Vespasiano, 9 – Roma
T. 3356135582
Periodo esposizione: dal 12 al 19 dicembre 2020 Vernissage: Sabato 12 dicembre – dalle h.17.30.00 alle h. 21.00 Orario di apertura mostra: Dal lunedì al venerdì ore 10.00/13.00 – 15.30/18.30 – Sabato e domenica 17.30/20.00 Ingresso: liberoInfo www.antoniettacampilongo.it – anto.camp@fastwebnet.it – arte@antoniettacampilongo.it
Tel. 339 4394399
#EsposizioneArteBellezzaItaliaMostraRoma Dove e quando Gallerie Dal 12/12/2020 al 19/12/2020 Termina a breve GRATUITO Mo.C.A. Studio Piazza degli Zingari, 1 – Roma Monti Mo.C.A. Studio Piazza degli Zingari, 1 – Roma